Categoria: Calcio

CALCIO – Serie A: Napoli – Frosinone 3-0, il tabellino

Napoli – Meret, Badiashile, Neres (Dal 60’ McTominay), De Bruyne, Rrahmani, Marin, Hojlund (Dal 60’ Lucca), Di Lorenzo, Spinazzola (Dall’80’ Politano), Lobotka (Dal 71’ Gilmour), Noa Lang (Dal 71’ Giovane). A disposizione: Contini, Milinkovic-Savic, Beukema, Marianucci, Pereyra. All.: Allegri.

Frosinone – Palmisani, Cittadini, Calvani, Ghedjemis (Dal 62’ Fini), Raimondo (Dal 62’ Bobcek), Schmid (Dall’82’ Zerbin), Calò, Kvernadze, Oyono, Masini (Dal 45’ Terzic), Bracaglia (Dal 75′ Cichella). A disposizione: Pisseri, Desplanches, Amey, Akpoguma, Monterisi, El Azzouzi, Hasa, Fayed, Tchato. All.: Alvini.

Arbitro: Ermanno Feliciani della sezione di Teramo.

Assistenti: Alessio Berti della sezione di Prato e Giuseppe Perrotti della sezione di Campobasso.

Quarto uomo: Marco Guida della sezione di Torre Annunziata.

Var: Francesco Cosso della sezione di Reggio Calabria.

Avar: Matteo Gariglio della sezione di Pinerolo.

Totale spettatori: 50.463

Ammoniti: 80′ Rrahmani, 85′ Badiashile.

Marcatori: 28’ De Bruyne (R), 32’ Lang, 94′ De Bruyne.

Recuperi:1’ minuto di recupero concesso nella prima frazione di gioco; 4′ minuti di recupero concessi nel secondo tempo.

Fonte Frosinone Calcio

SPORT/CALCIO – Napoli-Frosinone: l’elenco dei convocati da Mister Alvini

FROSINONE – Sono 25 i giallazzurri convocati da mister Alvini per la gara Napoli – Frosinone in programma domani alle 20.45, allo stadio ‘Diego Armando Maradona’ di Napoli.

Di seguito l’elenco completo:

Portieri:

Desplanches, Palmisani, Pisseri

Difensori:

Akpoguma, Amey, Bracaglia, Calvani, Cittadini, Fayed, Monterisi, Oyono, Tchato, Terzic.

Centrocampisti:

Caló, Cichella, El Azzouzi, Hasa, Masini, Schmid.

Attaccanti:

Bobcek, Fini, Ghedjemis, Kvernadze, Raimondo, Zerbin.

Fonte Frosinone Calcio

CALCIO – Frosinone Calcio: Anche Bracaglia rinnova, contratto fino al 2029

FROSINONE – Altro rinnovo importante in casa Frosinone, che dopo Palmisani blinda anche Gabriele Bracaglia. Per lui rinnovo fino al 2029 con i “Leoni” del Frosinone Calcio:

“Frosinone Calcio comunica di aver raggiunto l’accordo per il prolungamento del contratto del calciatore Gabriele Bracaglia. Il difensore classe 2003 ha rinnovato il proprio accordo con il Club fino al 30 giugno 2029. Prosegue il percorso di Gabriele Bracaglia con il Frosinone Calcio, iniziato nel settore giovanile giallazzurro e oggi consolidato in Prima Squadra.”

CALCIO – Frosinone Calcio: Lorenzo Palmisani ha rinnovato il contratto fino al 2031

Di seguito il comunicato del Frosinone Calcio:

“Frosinone Calcio comunica di aver raggiunto l’accordo per il prolungamento del contratto del calciatore Lorenzo Palmisani.

Il portiere classe 2004 ha rinnovato il proprio contratto con il Club fino al 30 giugno 2031.

Prosegue dunque il legame tra il Frosinone Calcio e Palmisani, cresciuto nel settore giovanile e protagonista di un’importante crescita in Prima Squadra.”

CALCIO – È morto a 83 anni Sandro Mazzola, “Bandiera eterna” dell’Inter

Il figlio di Valentino, capitano del Grande Torino, ha vestito solo la maglia nerazzurra per 17 stagioni tra il 1960 e il 1977

ROMA – L’Inter ha perso la sua “bandiera eterna”. Ma tutto il mondo del calcio piange Sandro Mazzola, morto a 83 anni. Il figlio di Valentino, capitano del Grande Torino, ha vestito invece solo la maglia nerazzurra per 17 stagioni tra il 1960 e il 1977 mettendo insieme 417 presenze e 116 reti. Ma la sua carriera con quella seconda pelle cucita addosso non si è fermata al campo, avendo indossato poi anche i panni di dirigente. Era nato a Torino l’8 novembre del 1942, ma la città della sua vita (e della sua morte) è stata Milano. Ad annunciare la scomparsa lo stesso club nerazzurro.

Con l’Inter il ‘baffo’ del calcio italiano è salito fino al tetto del mondo, vincendo 4 Scudetti, 2 Coppe dei Campioni e 2 Coppe Intercontinentali. Con la maglia della Nazionale (70 presenze e 22 reti) è stato campione d’Europa nel 1968. Con l’Italia si è anche arreso solo al Brasile di Pelé nella finale dei Mondiali del 1970.

Storica la sua amichevole rivalità nei derby contro il Milan con l’altra ‘bandiera’ Gianni Rivera, mentre in maglia azzurra si sono ritrovati protagonisti di una famosa ‘staffetta’, con uno che iniziava le partite e l’altro che entrava al suo posto. La sua stella “brillava in campo, brilla anche ora” ha scritto l’Inter in chiusura del suo ricordo.

INTER PIANGE MAZZOLA: CIAO SANDRO, LEGGENDA NERAZZURRA

L’Inter, “il suo presidente Giuseppe Marotta, il vice president Javier Zanetti, l’allenatore Cristian Chivu e il suo staff, i calciatori e tutto il mondo Inter si uniscono con profonda commozione al cordoglio per la scomparsa di Sandro Mazzola, leggenda nerazzurra e del calcio mondiale e, nel ricordarlo, abbracciano i suoi familiari”. Così il club sul sito, accompagnando poi queste righe a un racconto della storia e delle imprese della “bandiera eterna” (come viene definita).

La voglia di ricordare si mischia con il pudore: quanto è difficile trovare le parole migliori per salutare chi ha scritto la storia, l’ha scritta per davvero, in maniera indelebile e senza precedenti? E poi si fa fatica, attanagliati da una malinconia che è già presente e che non ci lascerà, perché ci sembra di vederlo ancora qui, tra la sede ed Appiano, a ricordare di Puskas, di Herrera, di Suarez e Corso, un aneddoto dietro l’altro subito da mischiare con l’attualità, la voglia di Inter accesa negli occhi, di parlare di Lautaro e della nostra Inter, quella di adesso, quella di sempre.

Sandro Mazzola è stato uno dei più grandi calciatori della storia. Non solo di quella nerazzurra. Lui è stato la storia dell’Inter: ci è entrato da ragazzino e non ci è più uscito. Sulle spalle un fardello pesante, il ricordo di un papà che pareva invincibile. Nel destino, due leggendari nerazzurri che di fatto lo cresceranno, accompagnandolo nel percorso della storia.

Una sola maglia per tutta la vita, un solo sogno. Da costruire senza un papà, perso nella strage di Superga, quella del Grande Torino. Aveva sei anni, cinque mesi e 23 giorni, Alessandro, per tutti Sandro, Sandrino. Vedeva le facce distrutte della gente che lo abbracciava e gli passava le mani sulla testa e si domandava cosa stesse succedendo. Quello che fu Valentino, Sandro lo conobbe nell’epica tramandata giorno per giorno. La iniziò a coltivare all’oratorio San Lorenzo a Milano, in Porta Ticinese, in partite a tutto campo contro Adriano Celentano. Non l’unico interista che segnò la sua crescita: Giuseppe Meazza e Benito Lorenzi. Meazza lo crebbe tecnicamente, insegnandogli tutti i segreti. Lorenzi si presentò a casa di Sandro, a Cassano d’Adda, con scarpe e pallone. A 8 anni Mazzola e il fratello erano di fatto le mascotte dell’Inter: tra campo, spogliatoi e stadio, una formazione nerazzurra totale.

Bruciare le tappe, diventare grande per necessità. Sandrino lo ha fatto in fretta, anche grazie agli eventi. Lui, classe ’42, fu proiettato in campo in Prima Squadra nella famigerata ripetizione di Juventus-Inter, 10 giugno 1961, a Torino. Dall’interrogazione a scuola al viaggio nel capoluogo piemontese, dove Moratti ed Herrera schierarono la Primavera. Finì 9-1, per l’Inter segnò un ragazzo magro e bravo nel tocco: Sandro Mazzola. Aveva 18 anni.

Una seconda punta, diremmo oggi. Un 8 e un 10, come le maglie che ha indossato nell’Inter. Mezzala o centravanti? Herrera riuscì a costruirgli addosso il ruolo giusto, per un’esplosione incontrollabile in quell’armata spettacolare che era la Grande Inter. La consacrazione? Prestissimo, santificata dai mostri sacri del calcio mondiale. Prater di Vienna, finale di Coppa dei Campioni, 1964. All’ingresso in campo fu Suarez a spingere Mazzola in campo: Sandro era rimasto ad ammirare i suoi idoli fuori dagli spogliatoi, Di Stefano, Puskas e gli altri campioni del Real Madrid. In campo, poi, due gol. Doppietta in finale di Coppa dei Campioni, il primo trionfo europeo dell’Inter, un trionfo senza precedenti con le firme di Mazzola e i complimenti di Puskas: “Sei degno di tuo papà Valentino”, gli disse il fortissimo ungherese, regalandogli la maglia.

Storie che conosciamo a memoria, che abbiamo sentito e risentito senza mai stancarci, scoprendo ogni volta un dettaglio nuovo, raccontato dalla voce affabile e sempre commossa al ricordo. Un senso di devozione e totale ringraziamento nei confronti dell’Inter – “per me come una mamma” -, ripagata con una infinità di giocate, di gol, di meraviglie. Quattro Scudetti, due Coppe dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali, il titolo di capocannoniere in Serie A (nel 1965 con 17 gol) e in Coppa dei campioni (7 gol nel 1964). Secondo nel Pallone d’Oro 1971 dietro a Johan Cruyff.

La Grande Inter di Angelo Moratti, di Helenio Herrera, di Sarti, Burgnich, Facchetti. Mazzola lì, tra centrocampo e attacco, a disegnare traiettorie e segnare gol. Notti europee, pomeriggi al Meazza. Reti pesantissime e indimenticabili. Il suo marchio contro l’Independiente nella Coppa Intercontinentale, la rimonta con il Liverpool griffata e festeggiata con “When the Saints Go Marching In” sparata negli altoparlanti di San Siro. Ancora: il gol nel derby dopo 13 secondi, il gol in Inter-Lazio nel 1966 che regala la Prima Stella. Fino al 1977. In mezzo, l’Europeo con l’Italia, i Mondiali, la staffetta con Rivera.

17 stagioni, 565 partite ufficiali, 158 gol. Un legame con l’Inter mai chiuso, con la carriera da dirigente e poi da direttore sportivo. Anche dietro alla scrivania, intuizioni uniche. Platini e Falcao, poi sfumati. Zenga, riportato a Milano dalla Sambenedettese. E, soprattutto, Ronaldo. Il Fenomeno, arrivato dopo il pressing di Moratti e Mazzola, appunto. Quando R9 fu presentato nella sede nerazzurra, accanto aveva Luis Suarez e Sandro Mazzola.

Le sue visite in sede all’Inter sono continuate anche negli ultimi anni, lui che è nella Hall of Fame del Club, ha sempre raccontato del legame unico e indissolubile con i colori nerazzurri. Lo ha fatto anche raccontandolo a Lautaro e compagni, in una recente visita ad Appiano Gentile. Dove si sentiva a casa, dove ricordava i ritiri con Herrera, tra aneddoti meravigliosi e spassosi.

L’affetto dei tifosi nerazzurri l’ha sentito dal vivo anche a maggio 2024, nel giorno della celebrazione della Seconda Stella: lui – con Bedin e Cappellini – in campo, celebrati per quella prima stella arrivata 58 anni prima.

Brillava in campo, brilla anche ora, la stella del baffo. Che, come spesso ha raccontato, aveva un solo, ultimo, desiderio: “Essere ricordato come un bravo uomo, che se la gioca anche quando è impossibile vincere, come in quel 9-1”. Lo faremo, Sandro.

Fonte Agenzia DIRE – www.dire.it

CALCIO – Serie A: Genoa – Frosinone 1-1, il tabellino e il commento della gara

GENOVA – Finisce in parità lo scontro diretto tra Genoa e Frosinone. L’undici di Alvini trova l’1-0 nel primo tempo con Kvernadze bravissimo prima nell’uno contro uno con Marcandalli e poi a ipnotizzare Bjilow. Il Genoa firma il pari nella seconda frazione di gioco con Vasquez che calcia al volo su cross dalla bandierina di Sow e recupera dunque il rigore fallito, nel finale della prima metà di gara, da Colombo. Per i padroni di casa guidati da De Rossi – dall’87’ in dieci per il rosso a Vasquez per doppia ammonizione – è il primo punto in questo avvio di campionato segnato da ben tre sconfitte, e il Frosinone guadagna un punto prezioso.
Nel prossimo turno il Genoa giocherà a Parma, il Frosinone ospiterà il Como.

Genoa – Bijlow; Marcandalli, Ostigard, Vasquez; Ehizibue (Dal 14’ El Shaarawy), Sow (Dal 34’ st Amorim), Frendrup, Baldanzi (Dal 1’ st Messias) Ellertsson (Dal 34’ st Meichtry); Osmajic, Colombo (Dal 24’ st Vitinha). A disposizione: Sommariva, Stolz, Mitaj, Drameh, Sabelli, Traore’, Puczka, Otoa, Wiafe. Allenatore: De Rossi.

Frosinone – Palmisani; Oyono, Calvani, Cittadini (Dal 1’ st Monterisi), Bracaglia; Calò, Masini; Ghedjemis (Dal 26’ st Fini), Schmid (Dal 26’ st Hasa), Kvernadze (Dal 41’ st Zerbin), Raimondo (Dal 26’ st Bobcek). A disposizione: Pisseri, Desplanches, Amey, Birligea, Cichella, Akpoguma, El Azzouzi, Terzic, Fayed, Tchato. Allenatore: Alvini.

Marcatori: Kvernadze 14’pt, Vasquez 4’ st

Ammoniti: Cittadini 16’pt, Ehizibue 3’ st, Bracaglia 15’ st, Vasquez 20’ st, Vasquez 41’ st

Espulsioni: Vasquez (20’ st, 41’ st)

Arbitro: Antonio Rapuano della sezione di Rimini.

Assistenti: Alex Cavallina della sezione di Parma e Ayoub El Filali della sezione di Alessandria.

Quarto uomo: Daniele Perenzoni della sezione di Rovereto.

Var: Giacomo Camplone della sezione di Lanciano.

Avar: Francesco Cosso della sezione di Reggio Calabria.

CALCIO – Serie A: Frosinone – Venezia 3-2, il tabellino

Frosinone – Palmisani, Cittadini (Dal 79’ Monterisi), Calvani, Raimondo (Dal 79’ Birligea), Schmid (Dal 56’ Cichella), Calò (Dall’87 Amey), Kvernadze, Oyono, Fini (Dal 56’ Ghedjemis), Masini, Bracaglia. A disposizione: Pisseri, Desplanches, Zerbin, Grillitsch, El Azzouzi, Hasa, Terzic, Fayed, Bobcek, Tchato. Allenatore: Alvini.

Venezia – Stankovic, Schingtienne, Haps (Dal 75’ Moreno), Busio, Rrahmani (Dal 45’ Yeboah), Bella-Kotchap (Dal 15’ Sagrado), Hainaut, Sohm (Dal 45’ Fernandez), Halhal, Adams (Dal 70’ Lauerbach), Perez. A disposizione: Montipò, Fanne, Correia, Helgason, Dagasso, Berardi, Panada, Lisman, Mazzocchi, Gomes. Allenatore: Stroppa.

Arbitro: Mario Perri della sezione di Roma 1

Assistenti: Matteo Passeri della sezione di Gubbio e Mattia Regattieri della sezione di Finale Emilia.

Quarto uomo: Daniele Chiffi della sezione di Padova.

Var: Paolo Mazzoleni della sezione di Bergamo.

Avar: Manuel Volpi della sezione di Arezzo.

Totale spettatori: 13.117

Ammoniti: 33’ Schmid, 33’ Halhal, 39’ Stroppa, 43’ Busio, 43’ Sohm, 61’ Oyono, 89’ Moreno

Marcatori: 20’ Raimondo, 38’ Raimondo, 66’ Yeboah, 74’ Sagrado, 83’ Kvernadze

CALCIO – Coppa Italia: Sassuolo-Frosinone 4-3 dopo i rigori, Il tabellino

SASSUOLO-FROSINONE 1-1 (4-3 d.c.r)

RETI: 36′ Dominguez (S), 45’+2 Terzic (F)

SASSUOLO: Turati, Cinquegrano, Odenthal, Leysen, Obrador (55′ Van der Brempt), Thorsvedt, Lipani (65′ Esposito), Ghion, Volpato (54′ Berardi), Bowie (80′ Bakola), Dominguez (55′ Laurienté)
A disposizione: Satalino, Muric, Doig, Kulla, Caleta-Car, Adzic, Matic, Skjellerup, Idzes, Sulemana.
Allenatore: Alberto Aquilani

FROSINONE: Desplanches, Amey, Birligea (63′ Bobcek), Zerbin, Akpoguma (62′ Fayed), Grillitsch (46′ Cichella), El Azzouzi (80′ Masini), Fini, Hasa, Terzic (62′ Cittadini), Tchato
A disposizione: Pisseri, Palmisani, Calvani, Raimondo, Calò, Kvernadze, Oyono, Monterisi, Bracaglia.
Allenatore: Massimiliano Alvini

Note: al 25′ ammonito Alvini (F) per proteste
Ammoniti: 60′ Akpoguma (F), 68′ Cinquegrano (S), 73′ Turati (S), 90′ Masini (F)
Espulsi:

Recupero 1° Tempo: 3′
Recupero 2° Tempo: 5′

Spettatori: 1.391

ARBITRO: Andrea Calzavara di Varese
ASSISTENTI: Gilberto Laghezza di Mestre e Glauco Zanellati di Seregno
VAR: Paride Tremolada di Monza; AVAR:Matteo Gariglio di Pinerolo

SPORT/CALCIO – Serie A: Il Frosinone guasta la festa alla Viola, Fiorentina-Frosinone 0-3. Il tabellino

FIRENZE – Frosinone dominatrice al Franchi imponendosi 3-0. In avio di gara prova ad accendersi subito Mastantuono, ma le ripartenze di Kvernadze spaventano la difesa toscana. È proprio il georgiano ad essere decisivo al 26’: azione personale sulla sinistra e assist per Raimondo, che gira dentro l’area e buca un de Gea tutt’altro che perfetto. Gli uomini di Grosso provano a scuotersi, colpendo due pali prima con Mastantuono e poi con Valdepenas. Nel miglior momento viola però, ecco che arriva il raddoppio dei ciociari: al 38’ corner perfetto di Calò e incornata perentoria di Bracaglia, che fa 2-0 poco prima dell’intervallo. Nella ripresa i viola cercano di gestire meglio il possesso del pallone, ma non riescono a creare chance nititde. Al 68’ arriva il colpo del ko: altra giocata importante di Bracaglia, con Raimondo che si inventa un eurogol pazzesco che vale la sua doppietta personale e il definitivo 3-0. Il Frosinone di Alvini raccoglie la prima vittoria di questa stagione e i primi punti in classifica, Fiorentina ancora a 0 con sette gol subiti in due partite.

IL TABELLINO

Fiorentina: De Gea, Jiménez (84′ João Mário), Drăgusin, Pongracic (61′ Viery), Valdepeñas, Oulai (71′ Brescianini), Ndour (61′ Fagioli), Atta, Mastantuono, Gudmundsson (71′ Mandragora), Pellegrino. A disposizione: Christensen, Lezzerini, Ranieri, Mazzeo, Pirrò, Dodo, Jallow. Allenatore: Grosso.

Frosinone: Palmisani; Oyono, Calvani (74′ Cittadini), Monterisi, Bracaglia (74′ Terzic), Masini, Calò (82′ Grillitsch), Schmid, Fini (45′ Zerbin), Raimondo (89′ Birligea), Kvernadze. A disposizione: Desplanches, Pisseri, Amey, Fayed, Akpoguma, Tchato, Hasa, El Azzouzi, Cichella. Allenatore: Alvini.

Arbitro: Giuseppe Collu della sezione di Cagliari

Assistenti: Emanuele Yoshikawa della sezione Roma 1 e Alberto Tegoni della sezione di Milano

IV Uomo: Giovanni Ayroldi della sezione di Molfetta

Var: Alessandro Prontera della sezione di Bologna

Avar: Davide Ghersini della sezione di Genova

Marcatori: 26′, 68′ Raimondo, 38′ Bracaglia.

Ammoniti:8′ Raimondo, 23′ Bracaglia, 23′ Jimenez, 45’+2′ Calvani, 49′ Gudmundsson, 90′ Drăgusin

Foto Antonio Fraioli

CALCIO – Serie A: Frosinone – Juventus 0-1, il tabellino e le parole di mister Alvini post gara

Frosinone – Palmisani, Cittadini, Calvani, Raimondo, Schmid (Dal 58’ Masini), Calò, Cichella (Dal 66’ Hasa), Kvernadze, Monterisi (Dal 66’ Oyono A.) , Fini (Dal 58’ Zerbin), Bracaglia (Dal 74’ Terzic). A disposizione: Pisseri, Desplanches, Amey, Koutsoupias, Oyono A., Zerbin, Akpoguma, Grillitsch, El Azzouzi, Hasa, Terzic, Masini. Allenatore: Alvini.

Juventus – Vicario (Dal 90’ Perin) , Kalulu, Bremer, Çelik (Dal 69’ Cambiaso), Kelly, McKennie, Douglas Luiz (Dal 78’ Koopmeiners), Locatelli, Conceição (Dal 69’ Zhegrova), Yildiz (Dal 69’ Boga), Kolo Muani. A disposizione: Perin, Pinsoglio, Koopmeiners, Zhegrova, Boga, Milik, Alajbegovic, Thurm, Cambiaso, Miretti, Rugani, Lucumì, David, Gonzalez, Cabal. Allenatore: Spalletti.

Arbitro: Giovanni Ayroldi della sezione di Molfetta.

Assistenti: Luigi Rossi della sezione di Rovigo e Davide Moro della sezione di Schio

Quarto uomo: Maurizio Mariani della sezione di Aprilia.

Var: Valerio Marini della sezione di Roma 1.

Avar: Marco Piccinini della sezione di Forlì.

Totale spettatori: 15.256

Ammoniti: 42’ Schmid, 50’ Çelik, 80’ Cambiaso, 93’ Calvani

Marcatori: 22’ Bremer

Massimiliano Alvini al termine di Frosinone-Juventus, terminata 0-1, ha commentato in conferenza stampa la sconfitta al debutto in Serie A:

“Il Frosinone è partito bene, poi ha avuto meno efficacia. La parte centrale del primo tempo non è stata buona: non abbiamo attaccato gli spazi e non abbiamo giocato in verticale. Siamo stati ad aspettare e questo noi non lo facciamo. La Juve poteva chiuderla, poi abbiamo avuto l’occasione con Kvernadze e il tiro di Bracaglia. Alla fine potevamo portare a casa un risultato diverso”.

“Ci siamo giocati la partita fino al 97’ contro la Juventus, abbiamo preso un palo e una traversa, l’abbiamo giocata con coraggio. Abbiamo costretto la Juve ad adattarsi a noi fino a un certo punto del secondo tempo. Oggi non sono scontento. C’è bisogno di analizzare alcuni momenti, ma non posso dire niente alla squadra, che ha dato tanto e corso molto. Raimondo ha dato tutto contro Bremer. Sarei un mediocre se mi appellassi soltanto al risultato. Nel primo tempo non abbiamo fatto quello che sappiamo fare”.

“È logico che, quando c’è il mercato su tutti quelli che sono i nostri giocatori, devi lavorare e ci vuole tempo. Non è mettere le mani avanti: ce la siamo giocata a viso aperto. Ci vuole tempo per raggiungere la condizione fisica e costruire l’identità di squadra che hai in mente”.

“Contro Kolo Muani avevo bisogno di un giocatore dinamico come Cittadini e oggi ha fatto bene lì, disputando una partita di livello assoluto. La caratteristica che hai è nell’identità: se costringi la Juve a buttare via la palla perché ci vuoi provare, vuol dire che la squadra è sul percorso giusto. Poi c’è tanto da fare e da lavorare. È il percorso che dobbiamo fare. Il percorso è lungo, il viaggio te lo devi godere”.

Fonte Frosinone Calcio